San Miniato (PI) - Classe 2005, toscano doc, Tommaso Cape è uno di quei piloti che non passa inosservato per determinazione e voglia di migliorarsi. Nato a Bagno a Ripoli e residente a Rignano sull’Arno, Tommaso ha affrontato una stagione 2025 intensa e formativa, divisa tra due team e due moto diverse, senza mai perdere di vista l’obiettivo principale: crescere come pilota e come atleta.
Con i colori del Moto Club La Rocca ASD, Cape ha disputato il Campionato Toscano MX2 Fast, il campionato UISP e il Campionato Italiano Pro Prestige MX2 Fast, chiudendo il regionale toscano con un ottimo quarto posto assoluto, a un soffio dal podio, confermandosi tra i protagonisti della categoria.
Tommaso, la stagione 2025 si è chiusa con un quarto posto nel Campionato Toscano MX2 Fast. Che bilancio fai del tuo anno sportivo?
«È stato un anno piuttosto delicato, soprattutto a causa del cambio di team a metà stagione, che ha comportato la modifica di molti aspetti sportivi e organizzativi. Il quarto posto finale, sfiorando il podio, è sicuramente un buon risultato, ma personalmente non mi ha soddisfatto del tutto, soprattutto per alcune problematiche incontrate durante l’anno che mi hanno costretto anche a dei ritiri».
Guardando indietro, qual è stato il momento più positivo della stagione?
«Ci sono stati diversi momenti positivi. Le vittorie di manche in più categorie, i bei duelli con i miei rivali e, soprattutto, la vittoria della Toscana al Trofeo delle Regioni MX UISP, che è stata un’emozione davvero speciale».
C’è invece una gara o una situazione che ti ha lasciato maggiore rammarico?
«Sì, alcune gare in cui non sono riuscito a ottenere il risultato che mi ero prefissato, sia per errori miei sia per problemi tecnici che mi hanno impedito di concludere la manche. Quando lavori tanto e non riesci a raccogliere, un po’ di rammarico resta».
In cosa senti di essere cresciuto di più rispetto allo scorso anno?
«Sono cresciuto sotto molti aspetti, sia tecnici che mentali. Ho lavorato tanto anche sul fisico e credo che questo sia stato fondamentale. A fine stagione mi sentivo più solido, più consapevole e più resistente».
La MX2 Fast è una categoria molto combattuta. Qual è stata la difficoltà principale?
«Quest’anno il livello era davvero altissimo, eravamo tutti molto vicini. Ogni manche poteva vincerla chiunque. Penso che il campionato lo abbia vinto chi è riuscito a essere più costante e, infatti, la difficoltà maggiore è stata proprio mantenere la costanza per tutta la stagione».
In quali piste o condizioni ti senti più competitivo?
«In Toscana mi sento particolarmente a mio agio a Ponte a Egola e Montevarchi. A livello italiano cerco di adattarmi a tutte le piste: anche quelle che mi piacciono meno sono sempre preparate molto bene. Amo i tracciati con terreno “pongo”, ma anche nel fango mi trovo molto bene, anzi lo preferisco rispetto al duro».
C’è stato un cambiamento tecnico o di metodo che ti ha aiutato a migliorare?
«Più che cambiamenti tecnici, credo che la svolta sia stata allenarmi con i miei nuovi compagni di team. Vanno molto forte e confrontarsi con loro dopo ogni manche, chiedere consigli sulle traiettorie e su dove mettere le ruote, mi ha aiutato tantissimo a crescere».
Chi ti supporta maggiormente?
«La mia famiglia è fondamentale: mia sorella, mia mamma e soprattutto mio padre, che non manca mai né alle gare né agli allenamenti. Mio zio Ivano che mi sistema la moto da allenamento, Marko Puccetti che mi segue a livello fisico e mentale ed è una persona davvero speciale per me, il mio allenatore Simone Vadi, Tommaso “Toto” Innocenti come meccanico alle gare e la mia ragazza, che mi supporta sempre».
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi per la prossima stagione?
«L’obiettivo principale è puntare a vincere la classe MX2 Fast del Campionato Toscano. Nell’Italiano Pro Prestige voglio divertirmi e crescere, sono convinto che, lavorando bene, i risultati arriveranno».
Su cosa stai lavorando in vista del 2026?
«Abbiamo appena concluso una parte della preparazione invernale in Calabria e sta andando molto bene. Ora lavoreremo soprattutto su velocità e tecnica, per arrivare pronti alle prime gare e mettere in pratica tutto quello che abbiamo imparato».
A chi ti ispiri come pilota?
«Mi ispira molto Lucas Coenen, per la guida e per la fame che ha di vincere. Però cerco di imparare soprattutto dal mio compagno di team Matteo Puccinelli, con cui ho la fortuna di allenarmi. Ha una tecnica incredibile e un livello altissimo: mi piacerebbe un giorno arrivare a guidare come lui, e lo ringrazio davvero per tutti i consigli che mi dà».
C’è qualcuno che vuoi ringraziare in modo particolare?
«Ringrazio il Team Ateam, Massimo Fogliaro per l’opportunità, Marko Puccetti senza il quale nulla sarebbe possibile, Italbuild con Giancarlo Banchetti, Simone Vadi, mio zio Ivano Bigazzi, il Moto Club La Rocca ASD, la mia famiglia, la mia ragazza e tutti gli sponsor che mi supportano. E infine… un saluto ai Merendoni!».