San Miniato (PI) - Andrea Adamo, nell’intervista rilasciata a Gatedrop dopo il GP di Svezia, traccia un bilancio molto lucido della sua prima stagione in MXGP, confermandosi come uno dei rookie più solidi e continui del campionato. Il pilota Red Bull KTM, attualmente quinto in classifica a quattro round dal termine, non nasconde una certa soddisfazione per il percorso compiuto finora, pur riconoscendo di avere ancora margini importanti di crescita.
Adamo definisce il weekend di Uddevalla “non il migliore, ma nemmeno negativo”. In gara uno è partito forte, rimanendo quarto per gran parte della manche prima di essere superato da Romain Febvre negli ultimi giri e chiudere quinto. In gara due, dopo un altro buon avvio, un contatto nelle prime curve lo ha costretto a perdere posizioni; da lì è risalito fino al settimo posto, su una pista dove sorpassare si è rivelato particolarmente difficile.
Il tema centrale dell’intervista è il suo adattamento alla 450. Adamo spiega di aver affrontato il salto di categoria senza fissare un obiettivo numerico preciso, ma con l’idea di imparare, essere costante e crescere passo dopo passo. La MXGP, secondo lui, richiede tempo e rispetto: la 450 è una moto potente, capace di “punire” rapidamente chi forza troppo o si sente eccessivamente sicuro. Proprio per questo il suo approccio è stato graduale, intelligente e molto concreto.
Pur essendo spesso meno mediatico rispetto ad altri piloti, Adamo non sembra preoccuparsene. Dice chiaramente di non essere nel Mondiale per “fare spettacolo”, ma per portare risultati. La sua personalità resta coerente con il suo modo di correre: meno appariscente, più calcolatore, attento a costruire ogni gara e a raccogliere punti pesanti.
Guardando al futuro, Adamo ritiene che il passo successivo sarà imparare a rimanere più vicino ai primi quando riuscirà a partire davanti. Correre nel gruppo di testa, secondo lui, è il modo migliore per acquisire esperienza e completare il salto definitivo verso la lotta costante per il podio. Non esclude che questo miglioramento possa arrivare già prima della fine della stagione.
Sul tema di un possibile futuro negli Stati Uniti, Adamo è molto netto: al momento sente di avere ancora molto da realizzare nel Mondiale. Capisce la scelta di piloti come Jorge Prado o dei fratelli Coenen, ma per sé vede ancora senso e motivazione nel proseguire il percorso in MXGP prima di pensare ad altri campionati.
Interessante anche la sua riflessione sul futuro del campionato. Adamo ritiene che la MXGP sia uno sport bellissimo, ma che debba essere “venduto meglio”, lavorando su circuiti, formato dei weekend e capacità di attrarre nuovo pubblico. A suo avviso il programma attuale è molto lungo e rischia di essere difficile da seguire per chi non è già un appassionato profondo. Tra le idee, cita anche un possibile formato più compatto e sessioni di prova con partenza direttamente dal cancelletto, sul modello americano.
In sintesi, dall’intervista emerge un Andrea Adamo maturo, concreto e consapevole: un pilota che ha scelto la MXGP come anno di apprendimento, ma che sta già raccogliendo risultati da protagonista. Senza cercare clamore, sta costruendo una stagione di grande consistenza, confermandosi il miglior rookie della classe regina e uno dei profili più interessanti del Mondiale 2026.