16 Gennaio 2021
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Andrea Cicogni: “Tutto questo lo devo a mio padre che, come ex pilota, mi ha trasmesso…”

13-01-2021 10:04 - News Generiche
Andrea Cicogni
Andrea Cicogni
Oggi presentiamo un altro alfiere del Moto Club La Rocca Asd di San Miniato, è Andrea Cicogni. Andrea ha appena compiuto 21 anni, è di Levane in provincia di Arezzo e corre con una Ktm 250 4T. Il suo allenatore è il babbo Giorgio Cicogni, apprezzato campione toscano motocross negli anni ’80 e ’90. Abbiamo fatto una chiacchierata con Andrea che ci permette di conoscerlo meglio, sia nel suo sport preferito ma anche un pizzico nella sua vita privata.

Come è sbocciata la tua passione per le moto, anche se non ci viene difficile immaginare chi può avertela trasmessa?
A.C.: “Ho iniziato la mia attività all’età di 8 anni accompagnato da mio padre ma solamente per puro divertimento, poi a 14 anni ho partecipato a qualche gara di campionato regionale FMI, sempre senza alcuna velleità, con un Ktm 125cc da motocross.
Solo in seguito mi sono deciso di dedicare maggior tempo a questo sport riuscendo ad ottenere il primo gradino del podio al campionato Uisp nel 2015 e nel 2016, dove nello stesso anno sono riuscito ad essere convocato al Trofeo delle Regioni MX. Poi nel 2018 sono riuscito ad ottenere un ottimo terzo posto al campionato toscano MX FIM nella categoria Expert 250cc
”.

Chi è il tuo preparatore, Andrea?
A.C.: “Il preparatore che mi ha sempre affiancato fino ad ora è mio padre, che fin da quando ero piccolo mi ha sostenuto e fatto sportivamente perfezionare, ma dalla stagione 2021 mi affiderò ad Alessandro Pagliacci che mi seguirà in tutti i miei allenamenti”.

Con quale moto?
A.C.: “Nel 2020 ho usato una Ktm 250 4T e anche questa stagione riuserò la solita moto”.

Qual è il tuo Motoclub e il tuo Team?
A.C.: “Nel 2021 sarò sempre con il Motoclub La Rocca Asd che mi sopporta dalla stagione del 2018 e che ringrazio molto per il sostegno che mi offrono, che è anche il mio team”.

Ed i tuoi hobby, quali sono?
A.C.: “Il mio hobby principale è la bici da corsa che sfrutto anche come fonte di allenamento ma anche sistemarmi la moto è il mio passatempo preferito”.

Su quale tipo di terreno ti trovi maggiormente a tuo agio?
A.C.: “Il mio terreno preferito è il fango sul quale mi trovo più a mio agio e riesco ad esprime al meglio le mie qualità e dove ho ottenuto anche i miei migliori risultati, vincendo alcune manche dei campionati regionali che ho disputato”.

Sei ancora uno studente oppure…?
A.C.: “A giugno mi sono diplomato e adesso sto lavorando nella ditta dei miei genitori come venditore ambulante”.

Come è andata la passata stagione di gare?
A.C.: “La stagione 2020 non ha avuto un esito così positivo come speravo, anche se inizialmente eravamo sulla buona strada, avevo fatto un’ottima preparazione invernale sia in palestra che in moto per affrontarla al meglio. Poi purtroppo non ho potuto sfruttarla sia perché a marzo ci sono stati i noti problemi della pandemia che hanno impedito la regolare continuazione dell’allenamento sia per l’esame di maturità che mi ha portato via molto tempo. Quindi il tempo a disposizione era sempre meno e la stagione si è conclusa con molta amarezza”.

Qual è un punto di forza che ti avvantaggia nei confronti di altri piloti?
A.C.: “Penso che il mio vantaggio maggiore sia la tenacia, che nonostante tutto mi fa continuare la gara fino in fondo, in qualsiasi situazione, e tutto questo lo devo a mio padre come ex pilota mi ha trasmesso questa dote importantissima”.

In cosa ti senti di dover migliorare per il futuro?
A.C.: “Per poter svolgere una buona gara dobbiamo fare un’ottima partenza che come si dice sempre fa metà gara, questa è una cosa che prima avevo ma adesso non riesco a ritrovarla e quindi sto lavorando al meglio per cercare di rimettermi sulla giusta strada. Sicuramente con il mio preparatore siamo sulla buona strada e stiamo cercando di affrontare al meglio questa carenza dato che è l'obiettivo principale”.

Quali sono i tuoi programmi e le ambizioni per la prossima stagione?
A.C.: “Come ormai di consuetudine partecipare a tutto il campionato regionale MX FMI e qualche tappa dell'italiano MX Prestige”.

Chi ti segue alle gare?
A.C.: “Alle gare sono sempre affiancato da mio padre e dal mio meccanico”.

Che vita sarebbe senza moto?
A.C.: “Non sarebbe la solita vita, andare in moto mi aiuta ad avere uno stile di vita sano e mi libera da tutti i pensieri negativi perché mi concentro su un unico obiettivo”.

Devi ringraziare qualcuno?
A.C.: “Si, sicuramente tutto il Moto Club La Rocca e in particolare il presidente Lodovico Scardigli e la moglie Rita (segretaria del sodalizio) che oltre a sostenermi come mi fanno sentire come in una famiglia. Poi devo ringraziare mio padre che mi permette di fare questo sport e per essere sempre presente insieme al meccanico Matteo Pink, e tutti i miei amici che mi sostengono”.




Fonte: Ufficio Stampa MC La Rocca

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